10 apr 2014

Giorno

Giorno che nasci, colmo di rugiada,
così chiaro nell'anima e nei cieli,
tutto questo splendore che si posa
ovunque come una carezza
limpido a noi sarà di tenerezza.
La sera che l'aria fluida ha traversato
ne colmerà l'umido prato.
Ma prima ancora che la notte scenda,
e in mezzo a noi calma si stenda,
o giorno, come sarai sporcato!

Ogni minuto, giorno che trascorri!
Quando fugge con un volo muto
dietro di sé lascia una vergogna
che raccoglie l'istante nascente.
Ovunque una bocca appena spalancata
d'un fiato viene a offuscare
i giorni e le dolci stagioni
di chi fino a ieri visse senza pianto
ed ora ha soltanto ansie,
vana fatica, miseria e prigioni...

Perché ferisci con la tua aurora
gli occhi dei vinti, giorno morto appena nato?
Essi son stanchi di vedere ancora
un sole che brilla condannato.
Il giorno morto è lungo assai per un vivente.
L'alba comanda di seguirne amaramente
senza esitare la corsa spaventosa.
Il cuore, le ginocchia vengono a mancare.
Pertanto eretti è necessario andare
là dove l'anima non osa.

Simone Weil
da Poesie
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